Irrequieto in Australia

La mia amatissima terra sicula cominciò a starmi stretta, così pensai che fosse giunta l’ora di cambiare aria, cambiare vita. Fu a fine settembre 2011 che dopo il rientro da una breve viaggio in Tunisia, neanche feci in tempo a disfare i bagagli, che partii per la Cina. L’Australia allora non era minimamente nei mie piani. Arrivai in Cina dove mi aspettava la scuola per il mio percorso marziale: essendo appassionato di arti marziali, decisi di studiare la vera arte madre nel tempio madre con i veri monaci Shaolin. Una stupenda esperienza dove rimasi per un mese e mezzo. Finita la scuola girai un po’ la Cina: Pechino, la grande muraglia, Shangai. Da lì uscii dalla Cina via Hong Kong. Non potevo non andare nella terra nativa del mio principale motivo di viaggio: Bruce Lee.
A Hong Kong, tramite un amico siciliano, venni a conoscenza di una possibilità di viaggio in Australia. Mi spiegò che c’era la possibilità di restare due anni nel nuovissimo Continente. Così conobbi il “working holiday visa”. Senza pensarci due volte preparai il necessario e partii per la Thailanda. A Bangkok restai dieci giorni. Era una città caotica e affascinante e lì rimasi in attesa del mio visto per l’Australia.
Finalmente arrivò il grande giorno. Era Novembre 2011 e partii alla volta di Melbourne. Arrivai in questa città dove i l clima è pazzo e mi misi subito a cercare lavoro. Ne avevo bisogno immediato perché ero arrivato qui senza soldi. Dopo molti contatti trovai posto come lavapiatti in un ristorante siciliano, ben noto e apprezzato in zona. Da qui è cominciata la vera avventura della mia vita. Mi sistemai in una casa confortevole e cominciai a conoscere molti italo australiani. Comprai una bicicletta da corsa e dopo qualche mese trovai un lavoro migliore, come pizzaiolo. Poi tempo dopo mia madre (che ancora aspetta il mio ritorno) mi disse che avevamo dei parenti in Australia. Allora cominciai le ricerche, e trovai qualche nome familiare a Sidney. Spedii una cartolina a questi fantomatici parenti e nel giro di qualche settimana ebbi la conferma che fossero veramente loro. Così a febbraio 2012 partii per Sidney. Per qualche settimana mi sistemai a casa loro. Erano dei tipi  un po’ bizzarri, ma simpatici. Dopo questa pausa familiare mi spostai a Orange, una città a 300 km da Sidney. Lì andai a lavorare in una fattoria a raccogliere mele, ma quell’attività non faceva per me. Dopo qualche giorno conobbi un “paesano” che mi prese a lavorare nelle costruzioni, come piastrellista. Successero svariate cose poco prevedibili e anche fastidiose. Allora tornai a Sidney dove presi a lavorare in un’azienda di trasporti, facendo consegne con un furgone.
Ero in perenne ricerca di qualcosa che non sapevo neppure io cosa potesse essere.
Dopo qualche settimana decisi che Sidney non era più posto per me, così pensai fosse arrivata l’ora di andarmene. Comprai una Suzuki Bandit 1200 e a giugno 2012 partii per Brisbane, verso il tanto atteso Queensland. Da lì iniziai a guardarmi attorno per trovare un luogo dove completare i tre mesi che servono per il mio visto. E optai per fare volontariato WWOOF. È stata una scelta forzata, perché non trovai lavoro nelle fattorie. Così ripartii per il nord e arrivai a Maleny. Poi, dopo due settimane, andai a Bundaberg, sempre a fare volontariato.
Oggi sono in Ingham, da dove racconto la mia storia. Ho trovato un buon lavoro e per un po’ di tempo spero di mettere radici qui. Il futuro è tutto da scrivere. Il presente lo vivo giorno per giorno.
So che il miglior modo di vivere è realizzare i propri sogni. Se sognate qualcosa fate di tutto per realizzarla. Partite, fate, non fermatevi davanti a niente, ascoltate solo il vostro cuore. Lì fuori c’è un mondo che aspetta, bello o brutto che sia.
Io, ancora adesso, non ho proprio intenzione di fermarmi a lungo. Ci sono ancora tantissimi altri posti che aspettano solo me. L’unico posto dove non tornerei è l’Italia.