Val d'Orcia e Amiata

di Chiara Ruggeri

Passando per i dolci pendii senesi, giungo a Radicòfani, un antico borgo di un migliaio di abitanti, a cui è stata conferita da parte del Touring Club Italiano il prestigioso riconoscimento della Bandiera Arancione. Tra gli edifici in pietra, lungo gli stretti vicoli, si sale alla Rocca che domina la valle del Paglia, fortificata nel 1154 da papa Adriano IV, e trasformata in fortezza da Cosimo I de' Medici. Dal 1297 al 1300 il castello fu in mano a Ghino di Tacco, un ladro fuggito da Siena, cantato da Dante e Boccaccio rispettivamente nel Purgatorio della Divina Commedia ed in una novella del Decameron. Dalla cima della Rocca avvisto il Monte Amiata, un vulcano ormai spento alto 1738 metri. La fortezza è visitabile fin nei suoi sotterranei, e custodisce al suo interno un museo ricco di reperti risalenti all'età etrusca e di documentazioni sulla storia della Rocca.
Tornata in paese, visito la Chiesa di San Pietro, un edificio medievale iniziato già nel 1224 e restaurato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Radicofani sembra un borgo immerso nel nulla, ma, proprio mentre rifletto sull'isolamento della vita di questi luoghi, scopro che nel mediceo palazzo della Posta hanno soggiornato in passato celebrità come Montaigne, Chateaubriand e Dickens.
Il secondo giorno è riservato alla visita del monte Amiata, il cui nome deriva dalle numerose sorgenti presenti lungo i suoi pendii, in latino ad meata. Prima di salire sulla cima, però, passo a fare una visita alla fiera dell'Assunta di Santa Fiora, comune denuclearizzato ed antitransgenico al centro del quale sorge il bel Palazzo Comunale. Alla ricerca di una bibita rinfrescante entro al Serenella Summer Paradise, discoteca all'aperto in cui sabato 25 agosto 2012 ha suonato il famoso dj Gabry Ponte.
Salendo lungo la strada principale, via del monte Amiata, si giunge a Prato Macinaie, ad un'altitudine di 1385 metri, punto di partenza per raggiungere la cima tramite la comoda e pittoresca seggiovia (http://www.monteamiata.it/impianti-di-risalita-monte-amiata.asp). Lassù, diversi turisti e gente locale in cerca di un po' di frescura si godono la vista delle colline senesi, all'ombra della Croce in ferro battuto dell'altezza di 22 metri, inaugurata nel 1910 e ricostruita dopo i bombardamenti subiti nel corso della seconda guerra mondiale. La sua base ed i ghirigori del ferro la fanno assomigliare, nel suo piccolo, alla più famosa Tour Eiffel. Il ristorante “La Vetta” lì accanto propone piatti tipici in un ambiente cordiale e piacevole, ed ha recentemente ottenuto il marchio Tripadvisor grazie ai numerosi commenti positivi postati sul portale dai suoi affezionati clienti.
Il terzo giorno mi avventuro alla scoperta dei piccoli comuni della Val d'Orcia, a partire da Bagno Vignoni, una stazione termale tutta concentrata attorno alla sua caratteristica piazza d'acqua solforosa e calda.
La seconda tappa è San Quirico d'Orcia, un antico borgo fortificato collocato sulla Via Francigena. Al suo interno, accanto alla medievale porta Nuova, si sviluppano gli Horti Leonini, curati giardini ed un bellissimo roseto.
Una visita la merita certamente Montalcino, conosciuto per il suo vino rosso, il Brunello. Lungo la strada avvisto i numerosi filari di viti, che donano una spruzzata di verde acceso ai campi gialli di fieno e bruni di terra bruciata delle valli senesi. Anche questo paese è Bandiera Arancione del Tci, e rappresentò in passato la possibile salvezza della Repubblica di Siena, la cui capitolazione per mano dei fiorentini nel 1555 resero Montalcino e la sua Rocca l'ultima fortezza opposta al dominio mediceo. Sulla piazza del Popolo si affaccia il Palazzo dei Priori del XII-XIV secolo.
Mi sposto ancora: pochi chilometri in direzione sud e si giunge all'Abbazia di Sant'Antimo, fondata secondo la tradizione da Carlo Magno nel 781. L'attuale struttura fu ricostruita dai monaci benedettini nel 1118 ed oggi è un attivo centro spirituale.
La mia ultima meta è Buonconvento, un colorato borgo poco distante da Montalcino. Le sue viuzze sono le stesse del 1300, ed accompagnano i turisti alla scoperta dei suoi angoli più caratteristici. Il sole comincia a tramontare, colorando di ogni sfumatura di rosso i campi striati, ed io assaporo una fresca panzanella, profumato piatto tipico della zona composto da pomodoro, cetrioli, basilico, cipolla e pane toscano raffermo, all'Osteria “La Via di Mezzo” (www.osterialaviadimezzo.com), in via Soccini 53.
Ci sarebbe ancora molto da visitare in questi luoghi, così rustici ma al tempo stesso romantici: Chianciano Terme, Pienza e Montepulciano sono vivi centri artistici e culturali in cui le varie feste popolari riportano al passato i suoi numerosi visitatori. A Montepulciano, in particolare, ha luogo durante due delle calde settimane di agosto il colorato Bravio delle botti (http://www.braviodellebotti.com). Non mi resta che aspettare le prossime vacanze, per poter tornare in questi magici posti densi di persone ed ambienti genuini, in cui il tempo si è fermato per regalare ai suoi abitanti ed ai curiosi visitatori i colori, il profumo ed i sapori dell'autenticità del passato.