Fuori e dentro il viaggio

Snodo ferroviario

Che si può vedere qui?
Gli orsi, il bordello e la stazione
risponde qualche voce sotto gli ombrelli
Come nel vecchio West americano
il grande affare è ancora questo treno
alti assali arruginiscono ovunque sotto i corimbi
e delle locomotive con le campane di bronzo
imbrattano questo disegno infantile bicolore

Tra cumuli di torba due studenti
giocano a carte sul bordo di una pozza
bisogna pur passare questa estate
che altrove sarebbe un autunno
Ripetono i campi, i maggesi verdi:
"un... due... tre cento corvi"
Su, ditelo! Questo posto ha l'aria di essere fatto
con gli avanzi e coi ritagli di paesaggi messi meglio
ma ciò che lo riscatta
ciò che mi commuove
ciò che nessuna indiscrezione potrebbe toglierli
è questo solido manto normanno dell'erba
con sopra questi cavalli neri
che mi dicono sì perdutamente scrollando la testa
tutti pieni di speranza e di progetti

Dal finestrino del vagone
dove centomila gomiti prima dei miei
han fatto brillare questo legno come seta
penso alla mia vita mal cucita
e quando il cuore
mi manca
quei cavalli neri, li guardo
ancorati al prato come navi pesanti
e il loro esser cavalli mi dà sollievo

Hokkaido, estate 1965