Lapponia svedese

di Massimiliano di Giuseppe

Tutto inizia due anni fa durante una precedente spedizione della rivista Coelum in Islanda a caccia di aurore boreali. Il bottino era stato piuttosto magro a causa dell'imperversare di perturbazioni e condizioni meteo veramente infauste quando, l'ultima sera a Reykjavik, girovagando delusi su internet tra vari siti meteo e astronomici, ci imbattiamo in un racconto che parla di Abisko, un piccolo paesino  200 km a Nord del circolo polare artico, alla latitudine di 68,2°N, che gode di condizioni climatiche particolarissime, circondato da montagne che ostacolano le precipitazioni e che assicurano 200 giorni sereni all'anno, il cosiddetto "Blue Hole of Abisko", uno dei luoghi migliori al mondo per l'osservazione delle aurore!  Nelle vicinanze si trova anche l‘ Aurora Sky Station, un rifugio con una stazione di rilevamento automatica, da cui ogni notte vengono scattate immagini delle aurore, situato a 1000 m di quota sulla vetta del monte Nuolja, che in lingua Sami significa: "il monte che tiene lontane le nuvole..."   

 

Ci guardiamo e prendiamo il solenne impegno di organizzare una spedizione in questo luogo idilliaco l'anno successivo.

 

E così ,puntualmente, il 7 Febbraio 2013 siamo in partenza dall'aeroporto di Linate con un gruppo di 17 temerari con destinazione Kiruna nell'estremo lembo sttentrionale della Svezia, pronti a sfidare il gelo delle notti polari per osservare uno dei più spettacolari ed impressionanti fenomeni della natura, l’aurora boreale.

 

La sera successiva all’arrivo, dopo aver raggiunto in maniera rocambolsesca Abisko ( i binari del treno si erano congelati!), ci incamminiamo lungo il sentiero che in 20 minuti conduce alla seggiovia per l’Aurora Sky Station; le ultime luci dell'hotel scompaiono e ci troviamo nel buio più pesto in un silenzio assoluto… si odono solo i rumori dei nostri stivali che scricchiolano ovattati sulla neve e sul ghiaccio.

Il cielo è limpido e stellato, la temperatura di 27°sotto zero! Il respiro si congela quasi istantaneamente formando stalattiti che ci pendono dal naso, ma la tuta termica noleggiata a Kiruna sembra reggere.

 

 Mentre procediamo, improvvisamente i profili neri degli alberi diventano più definiti, un chiarore diffuso sale rapidamente da nord e un ponte di luce azzurro-verde fosforescente ci passa sopra la testa, ci scavalca e scende all'orizzonte opposto. Un'aurora straordinaria! Passiamo sotto a questo arco aurorale, lanciando urla di gioia, increduli per lo spettacolo a cui stiamo assistendo, poi ci fermiamo come immobilizzati dallo stupore perchè l'aurora si sta facendo ancora più intensa: il bordo inferiore della banda luminosa diventa zigrinato e piccole onde cavalcano il campo magnetico terrestre spostandosi rapidamente da ovest verso est.

 

Già questo inizio sta meritando il viaggio, superando di gran lunga le aurore viste lo scorso anno in Islanda e quelle del 2003 in Norvegia.  Riprendiamo a salire e ci appare la luce della partenza della seggiovia. Le aurore in continuo e imprevedibile movimento ci fanno dimenticare il freddo e il dislivello di 600m che dobbiamo superare seduti con le gambe nel vuoto fino alla meta finale.

 Mi siedo sulla seggiovia accanto a Gaetano, davanti a noi sono appena partiti Ferruccio e Gianpaolo, che ben presto scompaiono nel buio. Senza parole ammiriamo le veloci evoluzioni delle luci del nord che sembrano letteralmente avvolgerci durante l'ascesa, addirittura allo zenit si sta aprendo una delle aurore più rare, la corona, che testimonia inequivocabilmente l'arrivo della tempesta solare partita 2 giorni fa dalla nostra stella.

 

Gaetano non si accorge nemmeno di aver perso il berretto, caduto nel baratro mentre le aurore continuano a danzare per noi, ovunque.  Vediamo due sagome scure accanto ad uno dei piloni della seggiovia, sono Ferruccio e Gian Paolo, che presi dall'entusiasmo sono scesi per errore a metà percorso, cadendo nella neve fino alla cintola. Arrivati in cima notiamo che Andrea si è già appostato a fare foto con cavalletto,  mescolandosi ai tantissimi altri appassionati di varie nazionalità che si sono dati appuntamento quassù in questa notte fortunata. Con Ginetta ed Enrico saliamo sulla scala a chiocciola fino alla torretta di avvistamento, che compare spesso nelle immagini della webcam dell'Aurora Sky Station, per goderci al meglio lo spettacolo e dopo un'ora di evoluzioni serpentiformi e di bagliori verdi più o meno intensi, il freddo comincia a farsi sentire, è quasi mezzanotte e dobbiamo scendere di nuovo a valle, gli orari della Station sono tassativi.

Ricompattiamo il gruppo in albergo, compresi i due dispersi.

 

L’indomani, 9 Febbraio, dopo una mattinata in compagnia degli husky in un’imperdibile escursione con le slitte e un pomeriggio di relax, le aurore sono di nuovo lì fuori ad aspettarci, un nastro verde parallelo all'orizzonte che si contorce prima lentamente poi sempre più rapido e si accende in alcuni suoi punti che diventano luminosissimi. Non c’è nemmeno bisogno di spostarsi tanto dall’albergo, infatti, all’imbocco di un vicino sentiero che conduce al lago Tornetrask  la Via Lattea è evidentissima, un vero spettacolo!

 

Dopo alcune foto di gruppo con lo sfondo aurorale, di un intenso colore verde dovuto all’emissione

a 588 nm dell’ossigeno atomico atmosferico in seguito all’incontro, tra i 100 e i 200 km di quota, con le particelle cariche provenienti dal sole, convogliate dal campo magnetico terrestre, il fenomeno si attenua e ci ritiriamo chi prima e chi dopo nel tepore dell’albergo, la temperatura esterna è infatti simile a quella della sera precedente.

 

La mattina del giorno 10, veniamo a conoscenza di una nuova espulsione di massa coronale che incontrerà la Terra probabilmente la notte fra l’11 e il 12 Febbraio, speriamo bene, sarebbe un altro bel colpo!

 

Dopo due giorni di trepidante attesa, le aurore mantengono la promessa e già dalle 21.30  archi, bagliori, drappeggi ci ipnotizzano come e ancora di più delle scorse sere, non è difficile capire il perchè i Vichinghi le ritenessero i bagliori delle armature luccicanti delle Valchirie sui loro cavalli alati. Un'esperienza veramente mistica!

Anche i cani stasera sentono qualcosa, sono particolarmente nervosi e ululano continuamente. Che percepiscano l'influsso della tempesta solare?

 Ginetta improvvisamente lancia un grido: "Si vede il colore rosso!". La tanto attesa aurora rossa dovuta all'emissione a 630 nm dell'ossigeno molecolare , che si sviluppa nella parte più alta dell'atmosfera, tra 200 e 300 km è davanti ai nostri occhi, se pur non evidentissima, in mezzo ad altre eleganti  bande verdi molto luminose.

 

Il fenomeno è in rapida intensificazione, le aurore sono sempre più veloci e luminose, probabilmente è arrivata la tempesta, le grida di stupore del nostro gruppo aumentano di volume, tanto che un gruppo di francesi che aveva condiviso la nostra postazione osservativa si ritira stizzito.

Improvvisamente una luminosissima colonna verde si innalza dal monte Nuolja e poi piega verso est, di fianco la accompagnano due strisce lilla viola stupefacenti...Parte spontaneo un applauso da tutto il gruppo. Non riusciamo a credere alla fortuna di queste notti ad Abisko, veramente un luogo incredibile! Alberto ed Enrico sorridono compiaciuti, Andrea commenta a voce alta l'ennesima imprevedibile evoluzione aurorale.

 

Dopo un'ora di spettacolo le aurore si acquietano, diventano macchie più o meno luminose che si estendono in tutto il cielo, fino a coprire a sud il Toro, Giove, le Pleiadi e perfino Orione. Sembrano brandelli sospesi in aria dopo una gigantessca esplosione. 

 Rimaniamo a lungo gridando ad ogni nuovo tentativo di ripresa dell'aurora ma ormai il fenomeno è in dissolvimento, ci ritiriamo nelle nostre stanze euforici per tutto ciò che abbiamo visto e per gli straordinari risultati fotografici.

 

Un’ultima avventura la sera successiva a Kiruna in motoslitta e poi anche questo viaggio viene archiviato con successo con un brindisi finale a Stoccolma, la bella capitale svedese, ragionando sul connubio fortunato di cielo sereno e intensa attività solare di questi giorni e facendo già qualche ipotesi su futuri nuovi appuntamenti con la „dama sfuggente“, come le Isole Far Oer nel Marzo 2015 quando si verificherà anche un’eclisse totale di sole.

Le aurore ci hanno veramente stregato!