Il viaggio del viaggiatore

Spostamento, valigia, orario del treno, colazione, scarpe, moschettone, pendio, pendolo, lancetta, salotto, hall, attesa, scoperta, coperta, cuscino, mal di collo, crema, sole, spiaggia.

Un brevissimo brainstorming, tra me e me, sul concetto di Viaggio. Dallo spostamento sono giunta al mal di collo! In effetti abbandonare la nostra comfort zone non è sempre facile e allora via che in vacanza si ricerca un duplicato, una copia di quella che è la nostra routine.  Certo, non si può generalizzare, ma viaggiare produce ad un qualche livello una modificazione del proprio Sé, offre la possibilità cioè di sperimentare una identità, un ruolo, diverso da quello cui siamo abituati nella nostra vita quotidiana, per scoprire magari lati di noi sconosciuti, o dimenticati.
Non tutti i viaggi, però, sortiscono lo stesso effetto “rinnovatore”, vuoi perché i pacchetti turistici sono disegnati ad hoc per riproporre, mascherata, la stessa zona di “conforto”, o perché è il turista stesso che è incapace da solo di approfittare dell’esperienza formativa del viaggio in sé.
Volge al termine uno dei miei programmi di formazione esperienziale al viaggio,  in cui la differenza non la fa tanto il luogo in cui ti trovi e le sue meraviglie, quanto il viaggiatore stesso e la sua capacità di lasciare la sua confortevole valigia a casa e mettersi a nudo, con i propri  sensi risvegliati e un’attenzione restaurata e risintonizzata su quello che è davvero l’atmosfera di un posto, ma in primis sul suo, unico e silenzioso respiro.

 

Stavolta a partecipare sono stati professori di tre diversi paesi EU, in mobilità con il programma Erasmus + in collaborazione con Europass Firenze.
Altre volte si è trattato, invece, di manager e del personale di aziende , altre volte di gruppi di turisti o studenti in formazione di tipo turistico-culturale.

Cosa ha fatto la vera differenza durante le loro avventure? Loro stessi, l’accettazione del proprio ritmo personale e la capacità di adattamento nuovo ambiente e di relazionarsi con le persone locali.
Un suggerimento pre-viaggio? Prima di chiudere la valigia, chiudete gli occhi, prendete a caso almeno quattro vestiti e toglieteli dalla valigia senza rimorso. Al loro posto mettete dei piccoli oggetti che offrirete a delle persone del luogo, una volta arrivati. Buona scoperta!

www.martamandolini.com