Trasformazioni del viaggio

Mentre nell’epoca pionieristica del turismo l’organizzazione individuale del viaggio costituiva una sorta di componente inevitabile, nell’epoca definita del turismo di massa il viaggiatore chiede all’operatore del settore turistico di compattare in un’unica offerta servizi che costituiscono uno strumento economico-giuridico di soddisfazione delle esigenze del viaggiatore. In quest’ottica, appare significativo rilevare come da poche e semplici operazioni economiche, talune suscettibili di connotazione giuridica (basti pensare all’acquisto di un biglietto di trasporto ovvero alla prenotazione di una stanza d’albergo), si passi all’elaborazione di un prodotto complesso. Muta in buona sostanza la relazione che lega domanda ed offerta del bene vacanza e soprattutto si passa dall’organizzazione individuale del viaggio al viaggio organizzato che incarna un tipico contratto di adesione.
Ormai siamo di fronte al definitivo affermarsi del turismo come fenomeno di massa e alla crescente domanda di viaggi tesi a soddisfare una “finalità turistica” che connota causalmente il contratto. Il viaggio si caratterizza, pertanto, non solo per la richiesta del trasferimento, del vitto e dell’alloggio, ma anche, e soprattutto, per la richiesta di molteplici servizi accessori quali intrattenimenti, attività sportive, escursioni ed assistenza di vario tipo.
Proprio in quest’ottica si afferma la trasformazione dell’agente di viaggio da mero intermediario a vero e proprio organizzatore. Si assiste all’emersione di una figura nuova di operatore del settore turistico la cui attività si connota peculiarmente per la fornitura al viaggiatore di prestazioni complesse – concordate secondo un programma puntuale – funzionalmente collegate ad un viaggio di piacere.                               
Il mutamento dell’attività svolta dall’agente di viaggio comporta che lo stesso abbia una organizzazione adeguata a poter garantire l’assolvimento dei soprarichiamati servizi; nascono, pertanto, delle figure di imprenditori specializzati rispetto ai vettori ed ai semplici agenti di viaggio: ci si riferisce, com’è ovvio, ai tours operators. Questi ultimi pongono in essere una “costruzione essenzialmente intellettuale”, sono gli “architetti del viaggio”, vendono un prodotto che si connota per la complessità dell’oggetto. L’attività svolta dai tours operators, tuttavia, non si limita alla sola ideazione del viaggio ma si estende alla sua concreta realizzazione.
Maturano in questo contesto altri significativi mutamenti. Cambia, in primo luogo, l’organizzazione del turismo con conseguente accentuazione della divisione tra l’attività dell’organizzatore e l’attività dell’intermediario. Nascono fisiologicamente nuovi schemi contrattuali e nuove figure professionali e parallelamente, ed è questo un dato di grande importanza, cambia anche la figura del viaggiatore. Quest’ultimo, infatti, diviene il destinatario di un prodotto preconfezionato, di un pacchetto vacanza-viaggio tutto compreso, ideato e organizzato da professionisti del settore.
La collocazione nel mercato dei tour package integralmente predisposti e regolati da condizioni generali di contratto pone il fondamentale problema di tutelare il viaggiatore nella sua nuova veste di “turista-consumatore”. Il viaggiatore, infatti, appare particolarmente esposto ai rischi che provengono da un contratto che si connota per essere: predisposto unilateralmente da un soggetto professionalmente organizzato; regolato da clausole spesso scarne ed equivoche che, generalmente, non brillano per trasparenza; disciplinato da fonti normative  che  risultano concorrenti e, talora, confliggenti; reclamizzato da allettanti e spesso ingannevoli dépliants pubblicitari; stipulato sempre più frequentemente, per evidenti esigenze di convenienza economica e celerità, on line.
Emerge poi un’ulteriore non irrilevante profilo di complessità: il micro-sistema del contratto di viaggio si inserisce, oggi più che mai, nel più ampio sistema di un mercato che il diritto della globalizzazione tende a sganciare dai confini nazionali con la conseguente esigenza di verificare in che misura il “contatto” con una molteplicità di Paesi incida sull’aspetto giuridico. In questo contesto globalizzato, inoltre, non si può trascurare che il turismo impone la collaborazione tra Stati che, di fatto, si attua attraverso apposite strutture che assumono rilevanza internazionale: si pensi al riguardo all’Organizzazione Mondiale del Turismo che rappresenta il livello più alto tra le istituzioni del turismo nonché a varie associazioni a carattere privato che, pur ponendo regole di condotta che obbligano solo gli aderenti, finiscono con l’avere innegabili riflessi all’esterno.

(stralcio tratto dal Volume di Filippo Romeo, Il contratto di viaggio. Tutele specifiche e risarcimento del danno, Padova, Cedam, 2011)