Codice del Turismo

Il 21 giugno 2011 è entrato in vigore il “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo” (c.d. codice del turismo: d.lgs. n. 79 del 23/05/11). Si tratta di un decreto legislativo che ha l’obiettivo di semplificare e riordinare la legislazione in materia di turismo.
A seguito dell’entrata in vigore del codice del turismo risultano oggi abrogate:
- la legge 1084/1977 con cui si era ratificata e resa esecutiva in Italia la Convenzione Internazionale di Bruxelles del 1970 relativa al contratto di viaggio;
- la legge 135/2001 di riforma della legislazione nazionale del turismo;
- la disciplina relativa ai “servizi turistici” contenuta negli artt. 82-100 del codice del consumo che è stata trasfusa, con alcune importanti novità, all’interno del nuovo testo unico.

Ciò premesso, occorre sottolineare che il d.lgs. 79/2011 si propone di tutelare il turista, aiutare le imprese turistiche e stimolare la riqualificazione dell’offerta turistica nell’ottica di una maggiore competitività del sistema Italia. In particolare, si introduce una normativa innovativa a tutela del turista, inteso come consumatore di tipo speciale, in quanto non attrezzato a risolvere i problemi che si pongono in un luogo lontano dalla sua dimora. In tale prospettiva si segnala:
- l’obbligo per l’organizzatore e l’intermediario di stipulare congrue polizze assicurative idonee a tutelare il turista da qualsiasi rischio connesso con il viaggio (art. 50 che modifica gli artt. 99 e 100 del codice del consumo);
- l’adozione di una Carta dei servizi (art. 66);
- la composizione delle controversie tramite risoluzione immediata ed extragiudiziale. Il turista, in particolare, tramite apposita clausola approvata per iscritto, potrà godere dell’opportunità di comporre le controversie con la mediazione prima di rivolgersi al giudice (art. 67); 
- la previsione di forme di assistenza tramite call center (art. 68).

Il d.lgs. 79/2011, altresì, rielabora il concetto di impresa turistica, fino ad ora limitato alle imprese recettive, per includervi anche le agenzie di viaggio e i tour operator; vengono poi equiparate le imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni e agevolazioni. Inoltre, si interviene sulla disciplina delle strutture ricettive, in un’ottica di garanzia per il turista riguardo agli standard qualitativi. A tal riguardo è affidato al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro delegato, d’intesa con le Regioni il compito di fissare gli standard minimi nazionali di qualità dei servizi e delle dotazioni di tutte le strutture ricettive – anche i bed and breakfast - al fine di una loro uniforme classificazione. Inoltre, viene introdotto, su base volontaria, un sistema di rating, associabile alle stelle, al fine di misurare la valutazione della qualità del servizio reso ai clienti.
Significativa appare la definizione di tipologie di prodotti turistici per promuovere ed incentivare i “vari turismi” (del mare, della montagna, dei laghi ed ancora del turismo religioso, congressuale, culturale termale, sportivo, enogastronomico, artistico nonché del “Made in Italy”). 
Come già accennato, la disciplina dei “servizi turistici” contenuta nel codice del consumo (artt. 82-100) è stata oggi trasfusa all’interno del codice del turismo (artt. 32-51). La principale novità riguarda l’espressa previsione del risarcimento del danno da “vacanza rovinata”. In particolare l’art. 47 del codice del turismo prevede che “nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano il pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell’art. 1455 c.c., il turista può chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta”.