Massimale risarcimento danni

La Corte Costituzionale, con la sentenza del 30 marzo 2012, n. 75,  ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 15 del d.lg. n. 111/1995, nella parte in cui introduce quale limite all’obbligazione risarcitoria per i danni alla persona, derivanti dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico “tutto compreso”, quello indicato dalla Convenzione internazione sul contratto di viaggio, firmata a Bruxelles nel 1970 e ratificata in Italia dalla legge n. 1084/1977 (legge oggi abrogata a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 79/2011 – c.d. codice del turismo).
I fatti risalgono al 2006 quando una coppia di coniugi aveva convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di Verona tour operator e agenzia di viaggi per ottenere la loro condanna al risarcimento dei danni subiti in un sinistro stradale avvenuto nel corso di un’escursione inclusa in un viaggio “tutto compreso” in Egitto. L’incidente, attribuibile alla condotta di guida pericolosa e imprudente dell’autista, aveva causato agli attori lesioni gravissime, consistenti nella deformazione del volto e nell’amputazione di un braccio. Tuttavia, a fronte di un danno quantificato nel giudizio principale in 808.119 euro, l’importo massimo liquidabile previsto dalla Convenzione di Bruxelles era di 313.500 euro. Di qui il ricorso alla Consulta.